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Domande frequenti (F.A.Q.)

Come funziona un impianto a pavimento?

Il riscaldamento a pavimento è un sistema di riscaldamento a pannelli radianti che funziona principalmente con uno scambio termico per irraggiamento e non per convezione.

Il principio di funzionamento dei pannelli radianti a pavimento si basa sulla circolazione di acqua calda a bassa temperatura, in genere tra i 30°e i 40°C, in un circuito di tubi che si sviluppa coprendo una superficie radiante molto elevata. Questi tubi sono collegati a una caldaia che riscalda il fluido. Il sistema viene realizzato inserendo un isolante nel sottofondo del pavimento, che non permette il passaggio del calore verso il piano inferiore ma solo verso l'ambiente da riscaldare, su cui vengono stese una serie di tubazioni che costituiscono una serpentina di tubo flessibile, generalmente in polietilene reticolato, realizzando un sistema a chiocciola o a serpentina.

Successivamente si annega l'opera costruita nel massetto di posa del rivestimento. Il riscaldamento per irraggiamento dal basso verso l'alto e meno per convezione riduce i moti convettivi dell'aria, che smuovono e sospingono la polvere. Inoltre il pavimento radiante ha una minima dispersione termica e realizza un riscaldamento costante su tutta la superficie dell'ambiente riscaldato.

La regolazione della temperatura delle varie stanze può essere controllata grazie all'installazione di un termostato in ogni stanza, che va a regolare una valvola posta sul collettore da dove partono le tubazioni. Infine, considerata la bassa temperatura richiesta per l'esercizio, questo tipo di impianto si presta per l'uso combinato con sistemi a pannelli solari.

 

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Come funziona una pompa di calore?

Il fluido frigorigeno, per un corretto funzionamento all’interno del circuito chiuso, è sottoposto ad alcune fasi e trasformazioni.

Compressione: il fluido frigorigeno proveniente dall’evaporatore, che durante questa fase si presenta allo stato gassoso e a bassa pressione, viene gradualmente portato ad alta pressione e in tale compressione si riscalda e assorbe una certa quantità di calore;
Condensazione: il fluido frigorigeno, grazie alla compressione subita, passa allo stato liquido e cede calore verso l’esterno;
Espansione: il fluido frigorigeno (ormai liquido) passa attraverso la valvola di espansione trasformandosi in parte in vapore e raffreddandosi;
Evaporazione: infine, il fluido frigorigeno (in parte liquido e in parte vapore) assorbe calore dall’ambiente esterno completando la sua evaporazione.

Le fasi e le trasformazioni appena accennate costituiscono il ciclo base di una pompa di calore: attraverso il compressore viene fornita energia al fluido frigorigeno; una volta all’interno dell’evaporatore, il fluido assorbe il calore e lo cede al mezzo da riscaldare attraverso il condensatore.

Una pompa di calore è alimentata dall’energia elettrica, ma questa serve solo per azionare il compressore e gli altri componenti ausiliari del circuito.

Ogni sistema di condizionamento si fonda su di un principio fondamentale: trasferire il calore da un ambiente a un altro.
Naturalmente, anche il funzionamento di una pompa di calore si basa su tale principio. Anche se non sembra (soprattutto durante le giornate più fredde, con temperature sotto gli 0°C), il calore è sempre presente negli ambienti esterni; la pompa di calore è così in grado di estrarre questo calore – disponibile gratuitamente – trasferendolo all’interno degli ambienti desiderati.

Durante l’estate, il processo di funzionamento è identico, ma al contrario: la pompa di calore riesce a sottrarre tutto il calore all’aria calda e umida degli ambienti interni (domestici o industriali) trasferendolo all’esterno.

La pompa di calore utilizza dunque il calore “gratuito” presente nell’atmosfera che si riflette in un’efficienza energetica senza precedenti: la quantità di energia consumata è di parecchio inferiore rispetto a quella richiesta da un sistema di riscaldamento tradizionale (sia esso a gas o elettrico), dato che una pompa di calore è in grado di fornire anche 4 o più unità di calore per ogni unità di energia elettrica utilizzata e dunque circa 3/4 volte in più rispetto a un sistema tradizionale.

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Come funziona una caldaia a condensazione?

Le caldaie a condensazione ottengono un rendimento così elevato grazie alla capacità di sfruttare il raffreddamento dei fumi di scarico: mentre le normali caldaie dissipano quest’energia, espellendola attraverso il camino, quelle a condensazione consentono di recuperare e riutilizzare il così detto “calore latente”, riportando allo stato liquido i fumi di scarico e successivamente utilizzandolo per preriscaldare l’acqua di ritorno dall’impianto.

Per contro, il raffreddamento dei fumi genera condense acide e corrosive, che soltanto scambiatori realizzati in acciaio o specifiche leghe di metallo sono in grado di smaltire correttamente, senza intaccare la struttura della caldaia. Ciò spiega anche il costo più elevato di questi modelli.

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